SPECIALE REDDITO DI CITTADINANZA, PENSIONE DI CITTADINANZA E QUOTA CENTO

L’ANGOLO DEL TRIBUTARISTA

Pagina a Cura studio E.M.E.S. del Dr Edmondo Di Pierno e dell’ Associazione E.M.E.S. Federpianura sede zonale  www.studiodipierno.it – Traversa Ruggero il Normanno – TEL. 0810153296

Reddito di cittadinanza  all’ ultimo giro di Boa …

Cari lettori,  il nostro centro studi  ha cercato con questo articolo di dare maggiori  chiarimenti del famoso reddito di cittadinanza e cercare in modo semplice di spiegare cos’è, come funziona, quanto spetta, quanto dura e chi ne ha diritto viste le numerose richieste di informazione degli ultimi giorni. Alla data odierna 05/03/2019 oltre un modello pubblicato negli scorsi giorni, ancora non abbiamo un canale di trasmissione dedicato, e la consulta CAF e L’INPS hanno chiuso oggi definitivamente l’accordo per il rinnovo delle prestazioni. premesso ciò, il reddito di cittadinanza è un nuovo sussidio contro la povertà che sarà operativo per il mese di aprile grazie alla nuova legge di bilancio 2019. L’ avvio alle domanda  partirà  come prima trance dal 6 marzo 2019 prevedendo  dal 27 aprile del 2019 l’erogazione dei primi pagamenti. Per poterlo richiedere basterà compilare personalmente la domanda online tramite il sito www.reddito di cittadinanza.gov.it oppure presentata tramite Poste Italiane e CAF che alla data odierna la consulta CAF ancora non hanno una sottoscrizione  con il ministero un accordo definito, per tanto ad oggi restano ufficiali il sito del MEF e gli uffici Postali. Come ormai già detto  avrà una durata massima di 18 mesi  più 18 mesi con un mese di stop rinnovabili dopo la verifica del possesso dei requisiti di accesso.

I requisiti per potervi accedere sono la cittadinanza italiana o di paesi che fanno parte l’Unione Europea o residenti in Italia da almeno dieci anni di cui gli ultimi due continuativi e con permesso di soggiorno . per chi ha un limite di reddito ISEE pari a 9360 euro che scende a 6000 per chi è solo il limite del patrimonio mobiliare ai fini ISEE deve essere inferiore  o pari a 6000 euro  più 2000 per la moglie e 1000 per ogni figlio dopo il secondo e  di 5000 per chi ha un figlio disabile. Per chi è proprietario di casa l’importo del reddito di cittadinanza scende a 500 euro poiché  280 euro dovrebbero essere impiegate per il valore di un ipotetico affitto, inoltre, non bisogna risultare intestatari di auto nuova immatricolata nei sei mesi precedenti la domanda ne’ di moto e barche nei due anni precedenti. Il limite del patrimonio immobiliare è di euro 30.000 esclusa la casa di abitazione. Non spetta il reddito di cittadinanza ai disoccupati per dimissioni volontarie, fatta eccezione per le dimissioni per giusta causa , nel caso di percezione della Naspi tale prestazione non è incompatibile ma l’importo del RDC varierà quale differenza tra l’importo Naspi percepito e l eventuale differenza percettibile, o sarà corrisposta la Baspi ricalcolata sottraendo l’importo percepito dal RDC. Quali sono gli obblighi dei  beneficiari, consiste nell’obbligo di consultare ogni giorno il sito web ufficiale reddito di cittadinanza per la ricerca del lavoro e nell’ accettazione di almeno una delle tre proposte di lavoro , la prima nei primi sei mesi va accettata entro i 100 km dal luogo di residenza nei successivi sei mesi entro i 250 km e dopo i dodici mesi, se non si vuole perdere il sussidio va accettata ovunque. Se non si viene chiamati entro 60 giorni dai centri per l’ impiego si ha il diritto all assegno di ricollocazione che si potrà spendere presso gli enti che forniscono assistenza per la ricerca del lavoro e si verrà affiancati da un tutor per la ricerca. Si specifica inoltre che i richiedenti il reddito di cittadinanza dovranno rendersi disponibili qualora si venga chiamati a prestare otto ore settimanali gratuite nel sociale. Per chi viola gli obblighi e dichiara il falso  c’è la reclusione da uno fino a sei anni e il recupero di quanto percepito indebitamente no potendo più richiedere il sussidio prima dei dieci anni. Con il reddito di cittadinanza si possono prelevare in contanti massimo 100 euro al mese e fino a 210 euro per le famiglie numerose, si potrà bonificare una parte dell’affitto e pagare le utenze  nessuna somma potrà essere spese per il gioco e il credito a disposizione non potrà essere accumulato. Se si viene assunti non si percepirà più il reddito di cittadinanza per tutto il periodo del contratto di lavoro, qualora le domande fossero troppe e la spesa prevista più alta delle risorse a disposizione il governo procederà a ridurre il tetto massimo di 780 euro mensili. A monitorare la spesa sarà l’INPS in base alle domande. Queste esplicitate sono oramai le notizie lette e rilette ma che fa sempre comodo ricordare, cosa importante o meglio le domande che spesso i contribuenti si pongono, se accetto un lavoro e si tratta di una distanza notevole come lo copro con il reddito di cittadinanza? Beh, sicuramente se le indicazioni ministeriali non sono molto chiare ma sicuramente si può tra le righe capire che alla accettazione del lavoro, lo stipendio percepito va a sostituire il RDC che sarà poi tramutato in incentivo per le imprese, quindi elemento imprescindibile è il documento di disponibilità  immediata  al lavoro  il cosi detto DID. In assenza di tale dichiarazione immediata il RDC. Non potrà essere concesso, sicuramente ci sono delle categorie di soggetti per cui il DID non è obbligatorio, sicuramente sono esclusi: i minorenni, i soggetti ultra 65 anni i soggetti con disabilità superiore al 45%  i soggetti già occupati, e sicuramente i soggetti che frequentano regolari corsi di studio.

Ammontare del beneficio economico, ecco facciamo in dettaglio un pò di chiarezza, la quota del RDC e composta dalla somma di due quote, la Quota A  che consiste nell’integrazione del reddito familiare e di una quota B  quale contributo aggiuntivo per affitto e mutuo prima casa: entrambe le procedure della quota A e quota B saranno rilevate dal valore Isee  e rilevate dalla procedura INPS. La quota A ovvero l’integrazione sino a 6000 euro  annui, in caso di RDC sarà calcolata in base al nucleo familiare tra maggiorenni e minorenni.

Come si utilizzerà la RDC. A titolo semplificativo, diremo che la somma del RDC mensile, potrà essere utilizzata per alcune spese di beni di consumo, si potranno pagare utenze escluso il telefono si potranno prelevare mensilmente in contanti non più di euro 100.00 sempre poi ricalcolato in base alla scala di equivalenza molto semplicemente, per  chiarire, se il parametro di scala di equivalenza sia pari a 2.1 vuol dire che si potrà prelevare un massimo di 210.00€ giusto per capirci. Si potrà fare solo un bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione della casa di abitazione del nucleo familiare. Altro elemento importante da sottolineare e da chiarire: l’importo della RDC non speso durante il mese si azzera, e sarà perso. Ribadiamo che il RDC è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, subordinata   di uno o più componenti, per cui l’attività subordinata è iniziata nel 2017, nell’anno 2018 o nei primi mesi 2019, ed è in corso ancora al momento di presentazione della domanda occorre compilare anche il modello RDC/PDC – com  entro 30gg dalla presentazione della domanda ufficiale, quindi attenzione nei casi di soggetti lavoratori dopo aver presentato la domanda standard entro trenta giorni bisogna presentare il modello di cui sopra RDC/PDC-com. In assenza di presentazione di tale modello la domanda di RDC non potrà essere definita. Naturalmente come sempre succede pochi giorni fa il Senato ha approvato il disegno e la procedura finale del RDC e delle PDC, con modifiche importanti, sicuramente è da evidenziare che saranno sotto assiduo controllo e verifica, gli atti di separazione , di cambi di residenza avvenuti da ottobre 2018 ad oggi, gli stranieri potranno ancora acceder alla domanda se con cittadinanza Italiana da almeno dieci anni, inoltre dovranno farsi accertare con un certificato reddituale i redditi o l’assenza dei redditi dai loro paesi di origine, dovranno poi far tradurre ed autenticare tale documento dai consolati Italiani. Quindi una maggiore stretta ed un maggior controllo che a mio avviso lo trovo giusto e coerente. Le ore di assistenza sociale o di lavoro socialmente utile sono slittate a 18 obbligatorie, a titolo gratuito da prestare e sono esonerati, cosi come nella DID  gli studenti in corso, gli invalidi ed i soggetti ultra sessantacinquenni.

Marisa Forcillo Ass.Emes Federpianura

 

PILLOLE  INFORMATIVE:

Pensione di cittadinanza,(in base a quanto illustrato nel decreto in materia), consiste in una prestazione economica mensile, esentasse e non pignorabile,  accreditata a favore dei nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno compiuto l’età pensionabile (dal2019, pari a67 anni), quale l misura di contrasto alla povertà delle persone anziane.

In caso di nuclei già beneficiari del reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza decorre dal mese successivo a quello del compimento del 67°anno del componente del nucleo più giovane.

E’ considerato al di sotto della soglia di povertà ai fini della pensione di cittadinanza chi possiede un reddito inferiore ai 780 euro mensili, in caso di nucleo familiare con un solo componente, con affitto o mutuo a carico per i  nuclei con più componenti, il reddito è maggiorato. In caso di nuclei già beneficiari del reddito

Che differenza c’è con la Pensione di cittadinanza?

Le regole generali e di funzionamento  della Pensione sono analoghe a quelle del RDC, ma si tratta di un sussidio economico rivolto alle famiglie di anziani in n difficoltà; la misura risulta più semplice in quanto non sono previsti adempimenti legati al lavoro, ma è sufficiente la presentazione della domanda per poter accedere al beneficio, avendone  i requisiti.

Assegno di ricollocazione

L’assegno di ricollocazione (AdR) è uno strumento che aiuta le persone a migliorare le proprie possibilità di ricollocarsi nel mercato del lavoro e consiste in un importo da utilizzare presso i soggetti che forniscono servizi di assistenza intensiva personalizzata per la ricerca di occupazione (centri per l’impiego accreditati ai servizi per il lavoro) La persona destinataria dell’assegno può scegliere liberamente l’ente da cui farsi assistere. Ilcentro per l’impiego o l’operatore accreditato scelto assegna un/a tutor che affianca la persona attraverso un programma personalizzato di ricerca intensiva per trovare nuove opportunità di impiego adatte al suo profilo. Il nuovo assegno di ricollocazione non è un importo erogato direttamente al disoccupato, ma all’ente che fornisce il servizio di assistenza alla ricollocazione e solo se la persona trova lavoro.

L’importo varia da un minimo di 250 euro ad un massimo di 5.000 euro, a seconda del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro e del grado di difficoltà per ricollocare la persona disoccupata (profilo di occupabilità).

Le tipologie di contratto per le quali si riconosce l’esito occupazionale sono il tempo indeterminato, compreso l’apprendistato, il tempo determinato, maggiore o uguale a 6 mesi (3mesi per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia).

Assegno di ricollocazione Con l’ entrata in vigore del decreto –Legge 28 gennaio 2019 n.4, nella prima fase di applicazione della disciplina istitutiva del reddito di cittadinanza – e comunque fino al 31 dicembre 2021, è  prevista l’erogazione di un assegno di ricollocazione rivolto alla persona beneficiaria della nuova misura  tenuta alla stipula del Patto per  il lavoro. Tale assegno viene attribuito dall’Anpal decorsi 30 giorni dalla liquidazione del reddito di cittadinanza e sarà spendibile a scelta della persona presso un centro per l’impiego o  un ente accreditato ai servizi per il lavoro, da scegliere entro 30 giorni dall’attribuzione.

Per l’assegno di ricollocazione RdC è necessario attenderela delibera di Anpal che ne disciplinerà importo e modalità operative.

Quota 100 -Requisiti

In via sperimentale per il triennio 2019-2021, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’INPS, nonche’alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto1995, n.335, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata a raggiungimento di una età anagrafica di almeno 62 anni e di un‘anzianità contributiva minima di 38anni, di seguito definita «pensionequota100».

La quota è il risultato della somma dell’età pensionabile dell’interessato e degli anni di contributi posseduti Pe fare un esempio, se il lavoratore ha compiuto 62ann ed ha maturato 38 anni di contributi, raggiunge la quota 100 perché la somma di età e contribuzione è pari a100 (62+38=100).Quota 100

La pensione quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti dal lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.  Dipendenti pubblici che maturano i requisiti dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, conseguono il diritto alla  decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;

• la domanda di collocamento a riposo, per i dipendenti pubblici,

deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con  un preavviso di sei mesi;

• per i dipendenti del comparto scuola si applica la finestra unica di  uscita. In base a quanto esposto nel decreto, dunque, escluse le finestre per i dipendenti della scuola, e la finestra del 1° aprile e del 1° agosto, rispettivamente dedicate ai lavoratori del settore privato e pubblico, le ulteriori finestre dovrebbero essere mobili, e non finestre fisse.

Opzione donna

Il decreto pensioni ha anche prorogato l’opzione donna, una speciale pensione agevolata dedicata alle sole lavoratrici, che possono anticipare notevolmente l’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione.  Il diritto al trattamento pensionistico anticipato è riconosciuto, secondo le regole di calcolo  del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile1997, n.180.

Decreto Legge A seguito dell’intervento, per potersi pensionare con opzione Donna devono essere rispettati precisi requisiti:

•per le lavoratrici dipendenti, è necessario aver raggiunto 58 anni di età e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12mesi;

•per le lavoratrici autonome, è necessario aver raggiunto 59 anni di età e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18mesi. In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 58 anni e le autonome che hanno compiuto 59 anni entro il 31 dicembre 2018, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

INDENNITA’ COMMERCIANTI (Proroga 2019)

L’art. 1 com. 283-284 della legge di bilancio 2019 ha rinnovato a decorrere dal 1o gennaio 2019 l’indennizzo di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207, nella misura e secondo le modalità ivi previste, ai soggetti che si trovano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2 del medesimo decreto legislativo alla data di presentazione della domanda.

 

INDENNITA’ COMMERCIANTI – Età

62 anni di età, se uomini, ovvero 57 anni di età, se donne;

iscrizione, al momento della cessazione dell’attività, per almeno 5

anni, in qualità di titolari o di coadiutori, nella Gestione dei

contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività

commerciali L’erogazione dell’indennizzo è subordinata alle seguenti condizioni:

• cessazione definitiva dell’ attività commerciale;

• riconsegna al Comune dell’autorizzazione per l’esercizio dell’

attività commerciale e dell’autorizzazione per l’ attività di

somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nel caso in

cui quest’ ultima sia esercitata congiuntamente all’ attività di

commercio al minuto;

• cancellazione del soggetto titolare dell’ attività dal registro de gli

• esercenti il commercio e dal registro delle imprese presso la

Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

 

Dr Edmondo Di Pierno

 

Per qualsivoglia ulteriore approfondimento

Associazione E.M.E.S. Federapianura

CAF PATRONATO E servizi

E:Mail federpianura@studiodipierno.it

 

 

emes

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