Monthly Archives: luglio 2014

RAPINA ALL’UFFICIO POSTALE DI VIA CATENA

Grande paura per due donne pianuresi

foto posta

 

Lunedì 21 luglio: una giovane donna in compagnia della madre si reca presso l’ufficio postale di via Catena a Pianura per effettuare un prelievo dal libretto di risparmio. Entrate nell’ufficio le due donne attendono il loro turno per recarsi allo sportello ma la loro attenzione è attirata da una giovane ragazza che sull’uscio della porta è tutta intenta a scattarsi o meglio a scattare fotografie. Le due donne sono incuriosite dalla ragazza, una bella ragazza, alta circa un metro e settanta con capelli lunghi e ricci e un po’ paffutella. Ma ecco che un signore cede a loro il suo turno allo sportello perché sostiene di stare aspettando qualcuno. Le due donne quindi effettuano il prelievo e mentre la madre si trattiene nell’ufficio postale, la figlia che abita proprio nel palazzo adiacente alla Posta, sale su in casa e ripone la somma prelevata. Ciò evidentemente sfugge alla ragazza paffutella, probabilmente il palo della rapina che sta per avvenire ai danni delle due donne. A questo punto la giovane donna raggiunge la madre, portando con sé la stessa borsa che teneva al momento del prelievo ed entrambe si recano in via Primo Levi ed è qui che da lontano su un motorino scorgono due uomini, adulti che si dirigono verso di loro. Uno dei due scende dal motorino si reca in uno stabile vicino e finge di citofonare ma la giovane donna si rende subito conto di quello che sta per succedere e urla alla madre di scappare. Nel frattempo il ladro, alto un metro e sessantacinque, scuro, con capelli neri e alquanto muscoloso blocca la ragazza fra due macchine, intimandole, in un napoletano oltremodo volgare, di dargli la borsa. La ragazza inizialmente si oppone ma il ladro, la minaccia e sembra estrarre qualcosa dalla tasca. A questo punto la mamma urla, attirando l’attenzione della gente, sono le 10 del mattino, e i ladri con la refurtiva scappano. Le due donne quindi si recano a sporgere denunzia dai carabinieri, i quali hanno già registrato casi di questo tipo e presuppongono che questi malfattori non sono del quartiere perché agiscono a volto scoperto e ciò li rende riconoscibili. Episodi di questo genere si stanno ripetendo troppo spesso sul nostro territorio ed è ciò che lamenta la giovane vittima di questa disavventura la quale è riuscita anche a recuperare la borsa, lasciata evidentemente dai ladri nei pressi della stazione della Cumana di Pianura, priva di soldi ma almeno con documenti e addirittura con il telefonino. Grazie a Dio tutto si è risolto solo con un grande spavento ma occorrerebbe intensificare i controlli nelle strade e visto che gli uffici postali sono presi di mira dai ladri, bisognerebbe dotare i locali di telecamere che consentirebbero di individuare i responsabili di questi avvenimenti che incutono sempre più timore e sconcerto in una cittadinanza che non si sente per niente tutelata e protetta.

Maria Palma Gramaglia

 

Da domani in edicola il nuovo numero de “Il Corriere di Pianura”

Prima Corriere Luglio

Le sorti del parco “Falcone e Borsellino”

Consiglio di Municipalità con il vicesindaco Sodano per cercare di sbloccare la situazione

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Consiglio di Municipalità straordinario per decidere le sorti del parco “Falcone e Borsellino” sito in corso Duca D’Aosta, unica area verde nel centro storico di Pianura, chiusa ormai da oltre 2 anni. Un’area destinata ad essere riqualificata interamente secondo quanto previsto da un vecchio progetto (finanziamento della 219 di circa 300/400mila euro) che prevedeva l’abbattimento e la ricostruzione anche della zona contigua. Un progetto approvato e che da qualche anno si era in attesa di vedere partire, alcuni consiglieri pare (secondo quanto affermato in alcuni interventi) si siano impegnati più volte nel chiedere all’amministrazione di stralciare almeno una somma da destinare al parco, al fine di renderlo fruibile nel più breve tempo possibile; ma come ormai da copione, o meglio, una cantilena che si ripete ad ogni occasione, qualcuno dei piani alti rende noto  che «invece i fondi previsti sono  ancora “difficili” da sbloccare, che si son verificati alcuni corti circuiti e che la IX Municipalità pur essendosi impegnata non è giunta ad una concreta risoluzione». Ma un importane segnale d’interesse da parte dell’Amministrazione si è avuto con la partecipazione al Consiglio del vicesindaco Sodano, il quale (dopo essersi meravigliato “per lo stato di abbandono in cui versa il Polifunzionale di Soccavo”, luogo in cui si è tenuta la riunione) ha lapidariamente affermato: «Siamo ad oggi nell’incertezza sulla disponibilità di poter sfruttare le risorse previste, così che la soluzione per il parco “Falcone e Borsellino” non è quella che ci consente in breve di riaprirlo al pubblico. I fondi ci sono ma ci vuole tempo, per renderlo fruibile a breve, l’unica strada da seguire potrebbe essere l’idea di una delibera che consenta mediante un Bando di Evidenza Pubblica a soggetti terzi di intervenire in parchi pubblici o cittadini (non certo a quelli di rilievo storico, quale il Virgiliano) e di offrire il proprio lavoro, impegno e contributo economico per la ripulitura e la messa in sicurezza dell’area verde; praticamente un privato che lo faccia gratuitamente, senza nulla a pretendere (se non una targa sulla quale si ringrazia il “volontario donatore”, così come avvenuto già per le aiuole), in modo tale da non far venir meno il principio di trasparenza né di libera concorrenza. E, stando ad alcune indiscrezioni all’interno della Municipalità, ci sarebbe già un noto imprenditore che ha manifestato il proprio interesse a realizzare tale opera. Ci si affida ancora una volta ad un “magnanimo” imprenditore, così come avvenuto qualche mese fa per la riapertura del parco “Attianese”,  che si fa carico di sostenere le spese e gli oneri per la riqualificazione  e la messa in sicurezza dell’area verde. Il vicesindaco Sodano, a conclusione del consiglio per discutere le sorti del parco afferma: «Non mi preoccuperei delle risorse, che comunque arriveranno; occorre  pensare ad un percorso per tappe, la prima: riapertura immediata, in seguito alla messa in sicurezza effettuata ad opera di un privato volontario (esperimento alla stregua delle aiuole, che potrebbe servire anche per la ripulitura di altri parchi, nel caso ci fossero più partecipanti al bando); la seconda: riqualificazione mediante il coinvolgimento del Comune». Alla fine dell’incontro si è cercato di risolvere così nel modo più indolore ed economico per la Pubblica Amministrazione un’intricata faccenda che si protrae ormai da anni …perché come lo stesso Sodano ha dichiarato:  «Passeggiare sull’isola pedonale nel centro storico di Pianura e avere di fronte un polmone verde in cui non poter accedere è un fallimento per tutti». E su queste parole occorrerebbe un po’ soffermarsi ed analizzare.

Rosa Caputo

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Ecco come si presenta il parco “Attianese”

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A poco più di un mese dalla riapertura avvenuta – a seguito di lavori di riqualificazione realizzati da imprenditori privati – il giorno prima delle elezioni europee del 25 maggio, siamo tornati nel parco “Attianese” di via Provinciale per constatare in che condizioni versa l’area verde. Il parco è sempre molto affollato soprattutto da anziani che giocano a carte o a bocce e da bambini che utilizzano l’area giochi. Molto nutrita anche la presenza di adolescenti che giocano a calcio nei pressi delle giostrine, arrecando spesso disturbo ai più piccoli e alle loro mamme. Ma ecco come si presenta l’area verde in questi giorni: cumuli di rifiuti sparsi in tutti gli angoli del parco, incuria e mancanza di vigilanza. In alcuni tratti c’è uno spesso strato di fango secco e si alzano nuvole di polvere ogni volta che qualcuno corre o gioca a pallone. Sarebbe utile la presenza di qualche soggetto autorizzato che potesse tenere un po’ a freno l’esuberanza dei ragazzi più indisciplinati. Premesso che i cittadini devono cercare di essere più civili ed evitare di sporcare e danneggiare gli spazi pubblici che loro stessi utilizzano, pensiamo che sia dovere delle istituzioni e dei servizi comunali e municipali garantire al parco almeno un minimo di manutenzione ordinaria. Altrimenti si rischia che tra qualche mese ci troveremo di nuovo a fare i conti con l’ennesima chiusura del parco.

 

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Antonio Di Maio